26 maggio 2016

CARTELLONE DAL FILM BILLY ELLIOT - classe 2^D

Particolari







BILLY ELLIOT - LA TRAMA DEL FILM

Billy Elliot è un ragazzino orfano di madre che vive con il padre, la nonna materna e il fratello maggiore in Inghilterra. Un giorno, nella palestra in cui Billy pratica la boxe, il ragazzo vede delle ragazzine che danzano, allora si incuriosisce e vuole danzare con loro. L’insegnante, la signora Wilkinson, gli presta delle scarpette da ballo e lui le calza. Da quel giorno ogni volta che deve praticare boxe, Billy in realtà fa danza e nascondeva le scarpette da ballo a suo padre sotto il letto. Un giorno Billy è scoperto dalla sua famiglia e viene messo in punizione: da quel momento deve prendersi cura di sua nonna. Nel frattempo suo padre e suo fratello, che sono minatori, partecipano a manifestazioni per difendere il proprio posto di lavoro. Quando può, la signora Wilkinson impartisce ancora di nascosto lezioni di danza a Billy. Un giorno l’insegnante si presenta a casa di Billy per proporre al padre di far partecipare il figlio alle audizioni per l’ammissione alla Royal Ballet School e cerca di convincerlo. Il padre resta in silenzio per qualche secondo, ma poi dopo una accesa discussione con l’insegnante, si lascia convincere e accetta. Padre e figlio partono per Londra, Billy fa l’audizione, e aspettano la lettera di ammissione. Dopo qualche tempo la lettera arriva, Billy va in camera a leggerla e piange dalla gioia per essere stato ammesso. Lo comunica ai suoi famigliari e Billy si trasferisce a Londra e prosegue la sua vita danzando. THE END!!

Classe 2^D

UN SOLO MONDO, UN SOLO FUTURO

Giovedì 3 marzo sono venute nella nostra classe due volontarie dell'organizzazione non governativa (ONG) Ibo Italia.
Ibo è presente in Italia dal 1957 e la sua sede nazionale si trova proprio a Ferrara.
Quest'organizzazione è impegnata nel campo della cooperazione internazionale e del volontariato in Italia e nel mondo.
L'intervento è stato organizzato per farci conoscere la terribile realtà dello sfruttamento minorile e dalla prima causa che lo genera: la povertà.
L'incontro è partito con una presentazione generale del paese di cui avremmo parlato in quella mattinata: il Perù.
Questa nazione si trova in america del Sud e ha delle caratteristiche territoriali molto particolari: il paese è attraversato dalle Ande, montagne altissime su cui vivono moltissimi peruviani.
In genere il paese presenta paesaggi mozzafiato, però, dietro a tutta questa bellezza, si nascondono anche diversi problemi, come appunto il lavoro minorile.
Il 70% dei bambini vive sulle montagne e lontano dai centri cittadini: non ha la possibilità di studiare perchè le scuole sono troppo lontane e anche i pochi che riescono a frequentarla, subito dopo la giornata scolastica devono recarsi al lavoro, nell'industria del mattone, dove la paga è molto bassa (un centesimo di euro per ogni mattone posizionato).
Per i bambini, questo tipo di vita è normale, ma in realtà è molto dannoso alla loro salute.
Le volontari di Ibo ci hanno mostrato con l'aiuto di un PowerPoint gli allarmanti dati sui livelli di istruzione dei peruviani: il tasso di alfabetizzazione è molto basso, proprio a causa dello sfruttamento minorile.
Dopodichè ci hanno illustrato i progetti realizzati da Ibo e tuttora in atto in Perù, anche nei subborghi delle grandi città, dove si sviluppano le così dette baraccopoli, ammassamenti di loculi dove vivono le persone.
Ibo organizza scuole nei quartieri più poveri per garantire una istruzione adeguata ai bambini.
Questa attività è stata organizzata per farci comprendere la dura realtà che ci circonda e che non è ancora sconfitta.
Per noi è stato un approfondimento: avevamo già affrontato a scuola, in seguito alla lettura della novella "Rosso Malpelo" di Giovanni Verga, nella quale si racconta la dura vita di un bambino siciliano a metà dell'800, costretto a lavorare in una miniera di zolfo.
Abbiamo studiato anche in inglese e in storia che durante la rivoluzione industriale e la "victorian age" molti bambini vivevano e morivano in fabbrica.
Grazie a questo incontro abbiamo compreso che questo dramma caratterizza ancora i paesi in via di sviluppo, costituendo per essi una importante fonte di guadagno.
Questa esperienza è stata particolare e interessante, utile e costruttiva: è triste sapere che al mondo ci sono bambini a cui è negata un infanzia spensierata, perciò abbiamo imparato a riconoscere il contributo che questa associazione opera gratuitamente a sostegno di queste famiglie e ci ha colpito in particolare modo il fatto che questi volontari spendano tanto tempo della loro vita aiutando queste persone per garantire ai bambini un futuro migliore.

Classe 3^A



    Cartellone realizzato dalla classe 1^A


19 maggio 2016

BULLISMO IN CLASSE 1B

Anche nella nostra classe, come in tante scuole, ci sono alcuni "bulletti". Alcuni nostri compagni sono stati vittime di bullismo: ad alcuni è stato sottratto denaro o materiale scolastico, altri  sono stati presi in giro o picchiati.
Il problema è che le vittime sono sempre le stesse e i bulletti sempre gli stessi...

COSA FARE?

La settimana scorsa abbiamo iniziato una nuova attività in classe, la svolgiamo tutti i giovedì. Con questa attività cerchiamo di capire meglio i nostri compagni per superare i problemi in classe.
Abbiamo compilato un questionario rispondendo alle domande che riportiamo sotto.

QUESTIONARIO
  1. IO CREDO CHE MIA CLASSE SIA ..........................................................................
  2. AD ALCUNI COMPAGNI CHIEDO CHE ..........................................................................
  3. AD ALCUNI COMPAGNI DICO CHE ..........................................................................
  4. DA ALCUNI COMPAGNI HO BISOGNO DI ..........................................................................
  5. DA ALCUNI COMPAGNI NON  ACCETTO CHE ..........................................................................
  6. AD ALCUNI COMPAGNI HO PAURA CHE ..........................................................................
  7. IO DALLA MIA CLASSE MI ASPETTO CHE ..........................................................................
  8. PER LA MIA CLASSE SONO DISPOSTO A ..........................................................................
  9. SICURAMENTE FARO ..........................................................................
  10. CHE COSA CHIEDERESTI AI TUOI INSEGNANTI PER MIGLIORE LA SITUAZIONE .........................................................................

Il professore ha pescato un questionario a caso e abbiamo iniziato a riflettere sulle risposte, a confrontarci.
Dalle risposte è emerso che la nostra classe è molto rumorosa, per essere considerati bisogna urlare e questo non ci piace. Un'altra caratteristica della nostra classe è che ci prendiamo spesso in giro e questo fa soffrire alcuni nostri compagni e compagne. Alcuni hanno paura del giudizio degli altri e si autoescludono dal gruppo soffrendo in silenzio. Alla fine della lezioni ci siamo lasciati promettendo di provare a non prendere in giro i compagni e non escludere nessuno dal gruppo per una settimana fino al prossimo incontro.