14 gennaio 2016

NO AL CYBER-BULLISMO

Qualche giorno fa, insieme alla prof, abbiamo letto un articolo sul sito: “La Repubblica”, che raccontava la vicenda di alcuni ragazzi delle medie che litigavano tramite WhatsApp utilizzando un linguaggio volgare ed offensivo.

http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/12/01/news/bullismo_e_volgarita_su_whatasapp_il_preside_pubblica_la_chat_degli_alunni_su_facebook-128549892/
Il preside ha deciso di pubblicare su facebook una parte della conversazione dei ragazzi, per avvertire i genitori del comportamento dei propri figli.
Secondo noi questi ragazzi, non avendo il coraggio di insultare il loro compagno di classe di persona, hanno voluto insultarlo tramite *WhatsApp.
Il ragazzo preso in giro, ha fatto molto bene dirlo ai propri genitori o ai professori.

Abbiamo capito che:
Con la violenza non si ottiene nulla: ci si offende, ci si fa del male…
È meglio risolvere le cose con più calma, ma senza parolacce.
Se qualcuno ti insulta non rispondere nelle stesso modo, invece cerca di fare pace.
In caso di violenza dillo subito a un adulto. Quando si ha un problema non bisogna tenersi tutto dentro, bisogna parlarne con un adulto cosi riuscirà ad aiutarti nel migliori dei modi.

Che cos'è WhatsApp:              
WhatsApp è un’applicazione usata e conosciuta in tutto in mondo.
Dai ragazzi non viene usata sempre correttamente. La usano per chiacchierare e per chiedere i compiti e, a volte, diventa una specie di “campo di battaglia “: litigano pesantemente e si offendono in modo molto volgare.
Se scrivi un messaggio brutto, per scherzare, l’altra persona penserà che vuoi litigare perché non dai un tono. Molto volte ci si può offendere interpretando male una frase. Chi scrive deve stare attento.

Esempio
“ Sta zitto! “, aggiungendo uno smile “ Sta zitto! : ) “.
Ecco che cambia tutto!
Il messaggio cambia di significato aggiungendo un semplice smile.