02 giugno 2016

10 PASSI NELLA CLASSE

Il 19 maggio abbiamo pubblicato un post dal titolo "Bullismo in 1B". Di seguito riportiamo il cartellone, realizzato da alcuni studenti, rappresentativo dei dati emersi dal sondaggio e un momento della presentazione del lavoro al resto della classe.




26 maggio 2016

CARTELLONE DAL FILM BILLY ELLIOT - classe 2^D

Particolari







BILLY ELLIOT - LA TRAMA DEL FILM

Billy Elliot è un ragazzino orfano di madre che vive con il padre, la nonna materna e il fratello maggiore in Inghilterra. Un giorno, nella palestra in cui Billy pratica la boxe, il ragazzo vede delle ragazzine che danzano, allora si incuriosisce e vuole danzare con loro. L’insegnante, la signora Wilkinson, gli presta delle scarpette da ballo e lui le calza. Da quel giorno ogni volta che deve praticare boxe, Billy in realtà fa danza e nascondeva le scarpette da ballo a suo padre sotto il letto. Un giorno Billy è scoperto dalla sua famiglia e viene messo in punizione: da quel momento deve prendersi cura di sua nonna. Nel frattempo suo padre e suo fratello, che sono minatori, partecipano a manifestazioni per difendere il proprio posto di lavoro. Quando può, la signora Wilkinson impartisce ancora di nascosto lezioni di danza a Billy. Un giorno l’insegnante si presenta a casa di Billy per proporre al padre di far partecipare il figlio alle audizioni per l’ammissione alla Royal Ballet School e cerca di convincerlo. Il padre resta in silenzio per qualche secondo, ma poi dopo una accesa discussione con l’insegnante, si lascia convincere e accetta. Padre e figlio partono per Londra, Billy fa l’audizione, e aspettano la lettera di ammissione. Dopo qualche tempo la lettera arriva, Billy va in camera a leggerla e piange dalla gioia per essere stato ammesso. Lo comunica ai suoi famigliari e Billy si trasferisce a Londra e prosegue la sua vita danzando. THE END!!

Classe 2^D

UN SOLO MONDO, UN SOLO FUTURO

Giovedì 3 marzo sono venute nella nostra classe due volontarie dell'organizzazione non governativa (ONG) Ibo Italia.
Ibo è presente in Italia dal 1957 e la sua sede nazionale si trova proprio a Ferrara.
Quest'organizzazione è impegnata nel campo della cooperazione internazionale e del volontariato in Italia e nel mondo.
L'intervento è stato organizzato per farci conoscere la terribile realtà dello sfruttamento minorile e dalla prima causa che lo genera: la povertà.
L'incontro è partito con una presentazione generale del paese di cui avremmo parlato in quella mattinata: il Perù.
Questa nazione si trova in america del Sud e ha delle caratteristiche territoriali molto particolari: il paese è attraversato dalle Ande, montagne altissime su cui vivono moltissimi peruviani.
In genere il paese presenta paesaggi mozzafiato, però, dietro a tutta questa bellezza, si nascondono anche diversi problemi, come appunto il lavoro minorile.
Il 70% dei bambini vive sulle montagne e lontano dai centri cittadini: non ha la possibilità di studiare perchè le scuole sono troppo lontane e anche i pochi che riescono a frequentarla, subito dopo la giornata scolastica devono recarsi al lavoro, nell'industria del mattone, dove la paga è molto bassa (un centesimo di euro per ogni mattone posizionato).
Per i bambini, questo tipo di vita è normale, ma in realtà è molto dannoso alla loro salute.
Le volontari di Ibo ci hanno mostrato con l'aiuto di un PowerPoint gli allarmanti dati sui livelli di istruzione dei peruviani: il tasso di alfabetizzazione è molto basso, proprio a causa dello sfruttamento minorile.
Dopodichè ci hanno illustrato i progetti realizzati da Ibo e tuttora in atto in Perù, anche nei subborghi delle grandi città, dove si sviluppano le così dette baraccopoli, ammassamenti di loculi dove vivono le persone.
Ibo organizza scuole nei quartieri più poveri per garantire una istruzione adeguata ai bambini.
Questa attività è stata organizzata per farci comprendere la dura realtà che ci circonda e che non è ancora sconfitta.
Per noi è stato un approfondimento: avevamo già affrontato a scuola, in seguito alla lettura della novella "Rosso Malpelo" di Giovanni Verga, nella quale si racconta la dura vita di un bambino siciliano a metà dell'800, costretto a lavorare in una miniera di zolfo.
Abbiamo studiato anche in inglese e in storia che durante la rivoluzione industriale e la "victorian age" molti bambini vivevano e morivano in fabbrica.
Grazie a questo incontro abbiamo compreso che questo dramma caratterizza ancora i paesi in via di sviluppo, costituendo per essi una importante fonte di guadagno.
Questa esperienza è stata particolare e interessante, utile e costruttiva: è triste sapere che al mondo ci sono bambini a cui è negata un infanzia spensierata, perciò abbiamo imparato a riconoscere il contributo che questa associazione opera gratuitamente a sostegno di queste famiglie e ci ha colpito in particolare modo il fatto che questi volontari spendano tanto tempo della loro vita aiutando queste persone per garantire ai bambini un futuro migliore.

Classe 3^A



    Cartellone realizzato dalla classe 1^A


19 maggio 2016

BULLISMO IN CLASSE 1B

Anche nella nostra classe, come in tante scuole, ci sono alcuni "bulletti". Alcuni nostri compagni sono stati vittime di bullismo: ad alcuni è stato sottratto denaro o materiale scolastico, altri  sono stati presi in giro o picchiati.
Il problema è che le vittime sono sempre le stesse e i bulletti sempre gli stessi...

COSA FARE?

La settimana scorsa abbiamo iniziato una nuova attività in classe, la svolgiamo tutti i giovedì. Con questa attività cerchiamo di capire meglio i nostri compagni per superare i problemi in classe.
Abbiamo compilato un questionario rispondendo alle domande che riportiamo sotto.

QUESTIONARIO
  1. IO CREDO CHE MIA CLASSE SIA ..........................................................................
  2. AD ALCUNI COMPAGNI CHIEDO CHE ..........................................................................
  3. AD ALCUNI COMPAGNI DICO CHE ..........................................................................
  4. DA ALCUNI COMPAGNI HO BISOGNO DI ..........................................................................
  5. DA ALCUNI COMPAGNI NON  ACCETTO CHE ..........................................................................
  6. AD ALCUNI COMPAGNI HO PAURA CHE ..........................................................................
  7. IO DALLA MIA CLASSE MI ASPETTO CHE ..........................................................................
  8. PER LA MIA CLASSE SONO DISPOSTO A ..........................................................................
  9. SICURAMENTE FARO ..........................................................................
  10. CHE COSA CHIEDERESTI AI TUOI INSEGNANTI PER MIGLIORE LA SITUAZIONE .........................................................................

Il professore ha pescato un questionario a caso e abbiamo iniziato a riflettere sulle risposte, a confrontarci.
Dalle risposte è emerso che la nostra classe è molto rumorosa, per essere considerati bisogna urlare e questo non ci piace. Un'altra caratteristica della nostra classe è che ci prendiamo spesso in giro e questo fa soffrire alcuni nostri compagni e compagne. Alcuni hanno paura del giudizio degli altri e si autoescludono dal gruppo soffrendo in silenzio. Alla fine della lezioni ci siamo lasciati promettendo di provare a non prendere in giro i compagni e non escludere nessuno dal gruppo per una settimana fino al prossimo incontro.

31 marzo 2016

GUARDANDO IL FILM "STELLE SULLA TERRA"

Il protagonista del film è un bambino di nome Ishaan.


Ishaan era dislessico, ma i suoi genitori e maestri non lo capivano e lo sgridavano continuamente perché pensavano che lo facesse apposta a leggere e scrivere male, che non avesse voglia di studiare.
E intanto si sentiva solo, diverso da tutti, deriso. A scuola Ishaan aveva brutti voti in matematica, italiano… ma la sua passione era il disegno! Faceva disegni spettacolari che nemmeno un adulto riusciva ad interpretare!!
Suo padre però voleva che il figlio fosse il più bravo di tutti, voleva che da grande diventasse un medico, un ingegnere, un maestro… ma Ishaan non riusciva a imparare a causa del suo problema
Allora il padre decise di mandarlo in un collegio dove l’unica cosa che importava ai maestri era la disciplina! Quando i suoi genitori lo lasciarono lì, si sentì abbandonato dalla famiglia, si sentì solo e la sua fantasia e il suo talento per il disegno scomparirono.
Non era mai stato lontano dalla famiglia: sua madre e suo fratello piangevano per lui mentre il padre pensava di aver fatto la cosa giusta per Ishaan.
Ma un giorno arrivò un supplente di arte, Ram. Lui fu il primo a voler capire veramente quale fosse il problema di Ishaan. Guardando i suoi quaderni capì: Ishaan scriveva le parole al contrario come uno specchio e ripeteva i suoi errori nella frase, si confondeva con le lettere che si assomigliavano.
Il maestro capì subito che il problema del ragazzo era la dislessia e decise di aiutarlo. Ram insegnò ad Ishaan a leggere e scrivere con giochi e esercizi divertenti in modo che non si annoiasse.
E finalmente imparò e la sua fantasia ritornò. Il supplente allora organizzò un concorso di disegno per bambini e adulti.

 


Ovviamente... vinse... Ishaan!!!






Ha battuto persino il maestro di Arte in un disegno spettacolare che interpretava lui vicino ad un laghetto del collegio. Mentre il maestro aveva disegnato lui, Ishaan. 
Questi due disegni finirono sulla copertina dell'annuario della scuola. I genitori di Ishaan e i maestri furono molto contenti dei progressi del bambino, da brutti voti a bellissimi voti!                              


Commento:
Questo film ci ha fatto commuovere tantissimo. Ishaan è stato un bambino molto coraggioso: è riuscito a superare il problema, anche grazie al maestro. Ma il padre, secondo noi, ha " escluso " il figlio minore, considerando solo il maggiore. Voleva che i suoi figli fossero i migliori, i più bravi... di tutti.
Abbiamo capito che...
non risolvendo il proprio problema, se ne creano altri; bisogna sempre dirlo ad un adulto in modo che ti possa aiutare.

MI SONO SENTITO COME ISHAAN QUELLA VOLTA CHE...

 -- ISHAN --
In prima elementare tutti mi prendevano in giro per i miei difetti. Anche se per motivi diversi, Ishaan si sarà sentito male come mi sono sentita io. Mi prendevano in giro per il mio aspetto esteriore e per il colore della mia pelle. I miei compagni mi giudicavano per quello che vedevano "fuori" e non per quello che sono "dentro".
-- Linah --
Alla scuola primaria i bambini più grandi di me mi prendevano in giro per le mie origini cinesi, per i miei occhi. Mi sentivo offesa e diversa da loro. Ho superato il mio problema ignorandoli ma ho sofferto molto. -- Nicole --

Quando non mi capivano mi sentivo molto "messa da parte", molto male. Provavo a comunicare con loro ma non mi ascoltavano... quindi mi sentivo molto triste ed esclusa. Insomma mi sono sentita mooooooltoooo male. :(  -- Alice --

Quando avevo 8 anni i miei compagni di classe mi prendevano in giro perchè leggevo male. Io gli ignoravo ma dentro di me ero molto triste. Continuarono per tanto tempo e la mia maestra vedendomi soffrire e piangere mi consigliò di andare dallo psicologo. Dopo un po di tempo mi ripresi e non me ne fregò più niente di quello che mi dicevano e pensavano e così ho superato il mio problema. -- Manal --

            
Io mi sento nella situazione di Ishaan alcune volte, quando non vengo capita e vengo anche presa in giro. L'insegnamento che mi ha dato il film ''Stelle sulla Terra'' è che non bisogna mai arrendersi. Nel film il maestro dice che anche alcuni cantanti e attori avevano grandi difficoltà come la dislessia eppure hanno avuto successo nella vita. Quindi mi ha lasciato una grande speranza. --Stella-- 

17 marzo 2016

CARABINIERI IN CLASSE

Martedì scorso io e la mia classe abbiamo partecipato ad un incontro con i carabinieri sul tema del bullismo.
All'inizio abbiamo detto che il bullismo è un'oppressione psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo da una persona o un gruppo di persone più potente nei confronti di un'altra persona percepita come più debole.
Dopo abbiamo detto le sue caratteristiche: 
1) Il bullo agisce con l'intenzione e lo scopo preciso di dominare sull'altro.
2) Anche un singolo fatto grave può considerarsi una forma di bullismo.
3) La relazione tra bullo e vittima e di tipo asimmetrico, con una disuguaglianza di potere.
Poi abbiamo detto le forma di bullismo:
1) Il bullismo fisico.
2) Il bullismo verbale.
3) Il bullismo indiretto (esclusione).
E poi abbiamo visto da cosa è composto: dal bullo, dalla vittima e dagli spettatori.
Ovviamente il bullismo non esiste solo a scuola ma anche in internet e si chiama cyber-bullismo (bullismo online).
All'elementari io sono stata la vittima di un gruppo di persone della mia classe:
tutti mi prendevano in giro, non parlavano con me, mi lasciavano da sola, ero molto triste, mi sentivo sola ed ero sola, non volevo andare a scuola.

Risultati immagini per bullismo isolamento

E adesso sono felice perché ho cambiato scuola e ho trovato degli amici veri.
Abbiamo visto un filmato (un esempio di bullismo) dove c' era un ragazzo che ha cambiato scuola. Dal primo giorno i compagni hanno iniziato a prenderlo in giro e a prendergli la merenda.
Dopo la scuola quattro, cinque persone volevano picchiarlo ma alla fine si è risolto tutto.
Tutti noi abbiamo l'obbligo di fare qualcosa!!!

        

24 febbraio 2016

STOP AL BULLISMO!

Vi segnaliamo due video particolarmente carini ed interessanti che abbiamo trovato navigando in rete:







14 gennaio 2016

NO AL CYBER-BULLISMO

Qualche giorno fa, insieme alla prof, abbiamo letto un articolo sul sito: “La Repubblica”, che raccontava la vicenda di alcuni ragazzi delle medie che litigavano tramite WhatsApp utilizzando un linguaggio volgare ed offensivo.

http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/12/01/news/bullismo_e_volgarita_su_whatasapp_il_preside_pubblica_la_chat_degli_alunni_su_facebook-128549892/
Il preside ha deciso di pubblicare su facebook una parte della conversazione dei ragazzi, per avvertire i genitori del comportamento dei propri figli.
Secondo noi questi ragazzi, non avendo il coraggio di insultare il loro compagno di classe di persona, hanno voluto insultarlo tramite *WhatsApp.
Il ragazzo preso in giro, ha fatto molto bene dirlo ai propri genitori o ai professori.

Abbiamo capito che:
Con la violenza non si ottiene nulla: ci si offende, ci si fa del male…
È meglio risolvere le cose con più calma, ma senza parolacce.
Se qualcuno ti insulta non rispondere nelle stesso modo, invece cerca di fare pace.
In caso di violenza dillo subito a un adulto. Quando si ha un problema non bisogna tenersi tutto dentro, bisogna parlarne con un adulto cosi riuscirà ad aiutarti nel migliori dei modi.

Che cos'è WhatsApp:              
WhatsApp è un’applicazione usata e conosciuta in tutto in mondo.
Dai ragazzi non viene usata sempre correttamente. La usano per chiacchierare e per chiedere i compiti e, a volte, diventa una specie di “campo di battaglia “: litigano pesantemente e si offendono in modo molto volgare.
Se scrivi un messaggio brutto, per scherzare, l’altra persona penserà che vuoi litigare perché non dai un tono. Molto volte ci si può offendere interpretando male una frase. Chi scrive deve stare attento.

Esempio
“ Sta zitto! “, aggiungendo uno smile “ Sta zitto! : ) “.
Ecco che cambia tutto!
Il messaggio cambia di significato aggiungendo un semplice smile.